Geografie Del Lavoro

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Un bancomat abbandonato nel centro di Camerino, dopo il terremoto

Dieci anni dopo il sisma, il centro storico di Camerino porta ancora le ferite del sisma e la quotidianità si è spostata in periferia. Tra nuove case, socialità da reinventare e lavori che cambiano, il racconto di chi ha imparato a vivere “nonostante” le scosse




Reportage

Una chiesa di Camerino con delle impalcature
Camerino, l’innovazione è una scossa

Tutte le opportunità che il terremoto ha tolto, tutte quelle che ha dato. A dieci anni dal sisma del 2016, torniamo a Camerino per un reportage sullo stato della ricostruzione, e su ciò che quella ricostruzione presuppone: la disgrazia del sisma significa molte cose, e tra tutte fa da catalizzatore per i cambiamenti che il territorio è costretto a progettare in anni, invece che in decenni. Compreso il lavoro.

In copertina del reportage: la cattedrale di Santa Maria Annunziata di Camerino. Foto di Alessandro Salvetti

Gocce di petrolio in un mare scuro
Il fondo del barile

Dal pozzo alla raffineria, dall’Arabia a Gela passando per Hormuz, un solo barile e quattro mestieri: il viaggio di SenzaFiltro nella filiera del petrolio che nessuno vede, fra turni, rischi e contratti diversi sotto lo stesso tetto. Il greggio non è solo Brent, ma anche lavoro, tanto e sporco. Abbiamo scelto di scriverne trasformando l’inchiesta in un racconto basato sui mestieri legati al sangue nero della civiltà, per capire meglio il prezzo non solo monetario della sostanza che fa da fondamento al nostro benessere.

Una città distrutta dai bombardamenti
La guerra rovescia il lavoro

In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.

Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.

Sfilate inquinate: una modella sfila su un gasdotto in mezzo a un mare inquinato
Sfilate inquinate

Dietro tessuti, griffe e passerelle c’è una realtà di inquinamento, sfruttamento e abusi. Dietro la moda c’è la filiera del tessile, una delle più lunghe e impattanti dal punto di vista sociale e ambientale. In questo reportage mettiamo in luce le gravi problematiche del settore e la malafede dei grandi marchi.

Le paure del Nord

Viaggiamo a Nord per indagare dietro le quinte delle sue preoccupazioni, dopo lo scossone tremendo che il COVID-19 ha dato al mondo del lavoro facendo tremare di riflesso i modelli di impresa, le relazioni, i riferimenti culturali dentro le aziende, i flussi delle geografie italiane, le mistificazioni che avevano tenuto in piedi finte verità di […]