Le paure del Nord
Viaggiamo a Nord per indagare dietro le quinte delle sue preoccupazioni, dopo lo scossone tremendo che il COVID-19 ha dato al mondo del lavoro facendo tremare di riflesso i modelli di impresa, le relazioni, i riferimenti culturali dentro le aziende, i flussi delle geografie italiane, le mistificazioni che avevano tenuto in piedi finte verità di una Milano meno felice e rassicurante di quanto volesse sembrare.
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Tutte le opportunità che il terremoto ha tolto, tutte quelle che ha dato. A dieci anni dal sisma del 2016, torniamo a Camerino per un reportage sullo stato della ricostruzione, e su ciò che quella ricostruzione presuppone: la disgrazia del sisma significa molte cose, e tra tutte fa da catalizzatore per i cambiamenti che il territorio è costretto a progettare in anni, invece che in decenni. Compreso il lavoro.
In copertina del reportage: la cattedrale di Santa Maria Annunziata di Camerino. Foto di Alessandro Salvetti

In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.
Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.

Di professione bambini, o adolescenti, o giovani adulti. E, allo stesso tempo, lavoratori, nonostante non abbiano compiuto la maggiore età. Quella del lavoro minorile è una piaga con pesanti effetti psicologici e sociali, ed è più vicina di quanto si pensi: non esiste solo nel Terzo mondo, ma anche in Italia, dove coinvolge 336.000 minori. […]

Dal pozzo alla raffineria, dall’Arabia a Gela passando per Hormuz, un solo barile e quattro mestieri: il viaggio di SenzaFiltro nella filiera del petrolio che nessuno vede, fra turni, rischi e contratti diversi sotto lo stesso tetto. Il greggio non è solo Brent, ma anche lavoro, tanto e sporco. Abbiamo scelto di scriverne trasformando l’inchiesta in un racconto basato sui mestieri legati al sangue nero della civiltà, per capire meglio il prezzo non solo monetario della sostanza che fa da fondamento al nostro benessere.









