Sfilate inquinate
Dietro tessuti, griffe e passerelle c’è una realtà di inquinamento, sfruttamento e abusi. Dietro la moda c’è la filiera del tessile, una delle più lunghe e impattanti dal punto di vista sociale e ambientale. In questo reportage mettiamo in luce le gravi problematiche del settore e la malafede dei grandi marchi.
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Un reportage dedicato alla vita che va avanti, nei Paesi dilaniati dalla follia delle guerre, anche attraverso il lavoro. La strada più lunga rispetto alle scorciatoie con cui l’informazione racconta le guerre e i conflitti in giro per il mondo, rimandando solo le scene strazianti o la disperazione colta nel vivo.

Siamo circondati da prodotti che hanno un costo sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute, e un prezzo al consumatore che non ne rispecchia né il valore né i lati in ombra. Da un concerto a una borsa artigianale, da uno smartphone fino a una bottiglietta d’acqua, siamo in grado di ripercorrere i processi alla base della produzione di ciò che diamo per scontato? Questo reportage è un viaggio nel lavoro invisibile dietro gli oggetti e i servizi che fanno la nostra vita quotidiana.

Questo reportage di SenzaFiltro è stato affidato ad alcuni dei partecipanti al “Corso di scrittura giornalistica per non giornalisti” che abbiamo organizzato nel 2020: sono stati loro a chiedere di usare il filo rosso del rientro al lavoro per mettersi alla prova con un testo. Non sono giornalisti ma liberi professionisti e persone d’azienda che ci […]

In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.
Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.







