Oggi assistiamo a una proliferazione di falsi siti web e siti clone che attirano gli utenti con articoli a prezzi stracciati o irreali. Questi siti fraudolenti utilizzano pubblicità mirate sui social media per ingannare gli acquirenti. Lo schema è semplice ed efficace: i truffatori incassano il denaro e spariscono, senza mai spedire la merce.
La situazione è aggravata dalla sempre maggiore sofisticazione degli attacchi. Il phishing, il tentativo fraudolento di carpire dati sensibili, è diventato più realistico grazie all’intelligenza artificiale, che produce messaggi impeccabili e grafiche professionali in grado di eludere persino i sistemi di sicurezza. Le truffe si manifestano anche tramite false notifiche di consegna o conferme d’ordine, inviate per spingere l’utente a cliccare su link malevoli.
Un’insidia particolarmente complessa, che mostra il livello di organizzazione dei cybercriminali, è la “Triangulation Fraud”. In questo schema, l’acquirente acquista un prodotto scontatissimo su un sito che crede legittimo. I criminali usano però credenziali di carte di credito rubate a un’altra vittima per acquistare lo stesso prodotto da un commerciante legittimo, e lo fanno spedire all’acquirente, il quale è soddisfatto del suo affare, magari lascia una recensione positiva, ignaro che le sue informazioni di pagamento sono state rubate per future transazioni fraudolente, completando così il ciclo del raggiro. Questa truffa è programmata appositamente per le feste, perché i commercianti sono meno attenti alla discrepanza tra indirizzo di fatturazione e spedizione, tipica dei regali.