
Discriminate per aver contratto il COVID-19 e i suoi esiti a lungo termine: sono le storie di tre donne che, mentre lottano per stare meglio, devono dire addio al lavoro. Forse per sempre.
Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole. Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema. La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa […]

Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole.
Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema.
La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa ancora troppo marketing di facciata.
Fortunatamente, però, ci sono buone strade già aperte dalla politica migliore e dal management più maturo: ripartiamo da lì.
Retribuzione disabili: chi li paga e quanto guadagnano? – di Lara Mariani;
La sfida di Alberto Balestrazzi, Auticon: autismo, informatica e carriera – di Lara Mariani;
Inclusione lavorativa, la denuncia di Ledha: “Non basta assumere un disabile, serve inserirlo davvero” – di Sara Bellingeri;
Marco Lombardo, Comune di bologna: “Il disabile non è un giocattolo rotto” – di Lara Mariani;
Disabilità e occupazione: “Emilia-Romagna e Lombardia non assumono tutti i disabili che potrebbero” – di Sara Bellingeri;
Studenti disabili, l’inclusione che esclude – di Michela Danieli;
Soffriamo di abilismo e non lo sappiamo. Chiedetelo alle Witty Wheels – di Asmae Dachan;
Manca in Italia il conduttore educativo. Spunti dal coronavirus per professionisti della disabilità – di Michela Danieli;
Dal Festival di Sanremo al Coronavirus: l’informazione negata alle persone sorde – di Lara Mariani.

Discriminate per aver contratto il COVID-19 e i suoi esiti a lungo termine: sono le storie di tre donne che, mentre lottano per stare meglio, devono dire addio al lavoro. Forse per sempre.

Due settori accomunati da tagli e stipendi irrisori sono teatro della violazione dei diritti dei più deboli in entrambi gli ambienti. Il punto della situazione e tutti i passi che restano da compiere.

Durante il giorno la circonvallazione in viale Monte Ceneri è una pista rettilinea a due piani, ma di notte la sopraelevata è chiusa, così mi rassegno alla coda all’incrocio con via Mac Mahon. È un trentenne atletico, occhi fissi allo smartphone sul manubrio. Mi supera da destra: il taglio della carreggiata in diagonale dev’essere per […]